Davide Palmieri | Landscape photography | Monti Simbruini
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Monti Simbruini

Lazio

Monti Simbruini

Mi sono ricreduto! Sin da piccolo ho sempre disprezzato i monti Simbruini per il semplice motivo che si trovano nel Lazio, troppo vicino a casa mia. Posso tranquillamente affacciarmi da casa mia e trovarmeli sullo sfondo mentre nascondono il sole ad ogni alba e tutto questo mi sembrava troppo semplice, banale e abitudinario. Avevo la convinzione che più era lontano e più era bello. Fortunatamente però sono tornato sui miei passi e ho deciso di dare una possibilità anche alle montagne romane.

Ho sempre avuto una passione per gli alberi, il fascino della loro eternità mi ha catturato sin da quando ero piccolo e mio nonno mi portava a spasso per i suoi boschi con l’intento di rimarcare i limiti delle sue piccole proprietà e mi spiegava come riconoscere una quercia, un salice, un cerro, un faggio.

Il faggio! E’ proprio quest’ultimo il protagonista dei monti Simbruini. Per molto tempo sono andato in cerca di scatti suggestivi nelle faggete di Forca d’Acero pensando che lì, nel mio caro Abruzzo, tutto fosse più bello e più facile da trovare, ma mi sbagliavo. Anche se entrambi i boschi hanno quasi come unico esemplare il faggio, nei monti Simbruini c’è molta più diversità. Sembra quasi che questi alberi abbiano avuto una vita ricca di avventure che li ha portati ad esprimere la loro espansività attraverso irregolarità, biforcazioni, buchi e ramificazioni bizzarre. Riuscivo a percepire quest’atmosfera energica anche in una stagione come l’autunno, dove la vegetazione sfrutta le sue ultime forze lasciando esplodere i suoi migliori colori prima di andare in letargo.
L’autunno è indubbiamente la stagione migliore per apprezzare la bellezza di questi boschi. In questo periodo infatti, le vette vengono spesso accarezzate da una fitta nebbia che avvolge i faggi e quasi li isola l’uno dall’altro, lasciandoli ognuno con i propri colori. Verde, giallo, arancione e rosso emergono prepotentemente dalla nebbia ravvivando la scena, quasi annullando la tenebrosa atmosfera creata dalle umide nuvole che si infrangono tra le cime più alte.

Ed io, perso in questi boschi, mi guardo intorno e mi sento a mio agio, mi sento in pace!